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Tag Archives: lost

Nell’isola di Lost ne succedono di ogni. Ne succedono talmente tante che la maggiorparte di coloro che lo seguono ha ormai interiorizzato la rassegnata convinzione che non si avrà mai una spiegazione per tutto. Passi per il gioco allo scambio di ruoli: i buoni si rivelano cattivi, i cattivi sembrano buoni, la verità ne nasconde un’altra che ne nasconde un’altra che però forse è una copertura o magari una messinscena per un esperimento psicologico… passi questo, passino i fenomeni elettromagnetici e la resurrezione dei morti, ma come la mettiamo con le nuvolette di fumo nero che si comportano come gozzilla e ammazzano la gente? e con i fantasmi dei ricordi che si materializzano?

Beh, io ho una teoria.

lost

 

…e se fosse un esperimento metafisico di psicologia? Se i personaggi, più o meno archetipi, fossero calati in un contesto “da laboratorio” dove l’autore può sperimentare a piacimento con la loro psiche, coinvolgendoli in avvenimenti e situazioni di ogni tipo, per vedere come ogni personaggio – col suo carattere, la sua storia, i suoi pensieri – reagisce e si comporta?

Non sto parlando della teoria del complotto per cui tutto è organizzato da qualche onnipotente dirigente di multinazionale – questo fa parte del contesto in cui i personaggi vengono calati: sto proponendo che l’irrealtà e inconciliabilità delle situazioni forse si possono spiegare con una prospettiva pirandelliana, à laSei personaggi in cerca d’autore“, dove l’autore gioca spudoratamente con i suoi personaggi, come il dio del suo mondo privato, e mette allo scoperto molti dei reali meccanismi di creazione di un mondo narrativo.

“che faresti se naufragassi su un’isola deserta?”

“che faresti se poi scoprissi che in realtà non è deserta?”

“che faresti se ti venisse ordinato di premere un pulsante ogni 108 minuti – pena la distruzione del mondo?”

“che farebbe Locke se si ritrovasse davanti il padre che gli ha rubato un rene?”

“e che farebbe se gli fosse ordinato di ucciderlo?”

“e se avessi un grande sogno e sapessi che lo realizzerai, ma sapessi anche che un tuo amico deve morire per questo, che faresti?”

Belle domande con cui giocare. In fondo che altro è la letteratura, se non sperimentare mondi possibili?