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Category Archives: chuck

Adoro Chuck. Gli perdono molte cose. In fondo gli ho perdonato anche lo scivolone reazionario di Pigmeo, in nome del “vetusto animale recintato con molto di sangue denso nelle gambe”. Siamo comprensivi: non puoi essere sempre un genio, non puoi scrivere sempre Rabbia e Invisible Monsters.

Quindi sarò positiva. In Senza veli ci sono due spunti interessanti. Spunto number one: la referenzialità della conoscenza, wikipedia nelle nostre vite. Il monologo che compone il romanzo, la vita stessa descritta nel romanzo è tutta citazione: non può essere non dico compresa ma nemmeno descritta se non presupponendo una sterminata base di conoscenza di nomi, persone, fatti, stili. Elementi culturali tipograficamente evidenziati, che chiamano un click per attivare la ricerca su google.

Spunto number two: la letteratura come cinema. Il libro diventa un film, cre a un film. Siamo talmente abituati al linguaggio cinematografico che non abbiamo difficoltà a immaginare un film sulla scorta di un libro. Niente di particolarmente nuovo per Chuck, in realtà, ma è evidente che queste due cose aveva da dire con questo libro: la prima un po’ più nuova ma certo non sconvolgente, la seconda decisamente già sentita e lo stesso moderatamente interessante.

Ha pensato queste due chicche, ha pensato che il chiacchiericcio vuoto non è altro che rumore bianco, versi privi di senso come voci di animali, ha pensato i molteplici livelli di artificio che costituiscono la realtà holliwoodiana, ha voluto riprendere un po’ di stilemi da romanzetto erotico che i suoi lettori mediamente non conosceranno e troveranno esotici – altro escamotage affatto nuovo nei suoi lavori. Questo ha pensato e questo ha detto, il nostro autore, noi l’abbiamo capito e qui finisce il gioco. Non c’è molto altro da aggiungere. Un libro che non disturba, non colpisce nè sopra nè sotto la cintura, si fa leggere, ci intrattiene e ci dà la buonanotte. Ma se siete appassionati di cinema potrete trasformarlo in una simpatica versione di Trivial Pursuit, con un’operazione di torsione cross-mediale di cui il buon Chuck andrebbe sicuramente orgoglioso e che forse è l’uso migliore che si può fare di questo libro.

Ah, questi autori di oggi, che costringono sempre il lettore a metterci del suo. Ah, la morte del libro. Umberto Eco. Ipertesto.  Una critica nonsense à la Tristan Tzara. Campo lungo sul salotto sfatto di qualche giovane intellettuale cinefilo. Poltrona. Vecchio tavolino lasciato in eredità dalla padrona di casa. Pile di DVD. Film anni cinquanta. Sotto, sotto, molto sotto, sporge un angolo di Senza veli, col bollino della biblioteca.

Credevate che Pataciuk il party crashing se lo fosse inventato? sì, ma solo in parte. Perchè com’è noto, gli americani sono pazzi. e sono talmente pazzi che queste cose le fanno davvero. Demolition derby.

demolition derby

Ci sono queste specie di feste paesane, dove il gioco consiste nello sfracellare le macchine usando altre macchine: le auto destinate alla distruzione stanno in un’arena e al via se le crashano di santa ragione. Vince chi sopravvive (ovvero, rimane in grado di muoversi). Si vede uno di questi eventi anche nell’ultimo film di Herbie, il maggiolino tutto matto. E il buon Chuck ha fatto un bel reportage da un particolare demolition derby, dove gareggiano le mietitrebbie: lo trovate in La scimmia pensa la scimmia fa, si intitola – guarda caso – Demolizione.

E queste mietitrebbie arrivano, tutte addobbate nei modi più fantasiosi: da squalo, da astronave con gli alieni, con luci stroboscopiche e vignette sui fianchi. Rinforzate con ‘aggiuntine ‘ in metallo e cemento. E se le danno con gusto e violenza, si staccano pezzi, si lacerano lamiere.

Il motivo è il classico: è divertente, sfoga lo stress, dà una gran carica di adrenalina. E poi è una festa, uno show, sei una star per una sera, e ci sono persino le groupie. Dev’essere davvero uno spettacolo. Questa mietritrebbia da sola è uno spettacolo:

jaws la mietitrebbia

Fra l’altro nel reportage di Chuck c’è proprio una mietitrebbia che si chiama Jaws…vince la manche per esordienti a parimerito con Little green men, decorata da astronave con tanti omini verdi dipinti.

Ci sono solo due demolition derbies per mietitrebbie, in America, per cui ho buoni motivi per pensare che sia proprio questa Jaws – foto gentilmente offerta dal sito di una arzilla coppia americana che racconta le sue gite in bicicletta.

Se siete curiosi potete leggere le regole di un vero demolition derby per auto: bisogna colpire qualcuno ogni 60 secondi (se no non ci si diverte), ma evitare la portiera del guidatore (siamo qui per giocare, non per ammazzarci). Sono proprio pazzi questi americani. Però che spettacoli.