Skip navigation

Monthly Archives: May 2009

A causa della mia passione per fantascienza e filosofia ho passato molto tempo a disquisire su cosa siano la coscienza, l’intelligenza, l’anima e tutta questa serie di concetti scivolosi, ghiotto terreno per il paradosso e la discussione, arrivando sempre alla conclusione (o punto di partenza?) che sono – giustappunto – dei concetti, più che delle cose, e perciò più che di cosa sono è interessante e sensato parlare di che cosa intendiamo con essi.

Mi sovviene perciò che esiste un altro concetto sulla cui esistenza ed essenza si disquisisce allo sfinimento: l’amore. Concetto molto meno figo e – direbbe qualcuno – più commerciale, ma perchè negargli un’analisi seria? Non vorremo inaugurare un razzismo dei concetti…

L’amore perciò esiste, se non altro come esiste Pegaso: è un concetto e sta nel nostro comune intendere. Non nella mia testa, nota bene, ma nel nostro pensiero condiviso. Cosa condividiamo su questo concetto? In realtà credo esistano almeno 2 accezioni dell’amore, quello unidirezionale e quello bi. Direzionale, maligni. L’amore unidirezionale è il sentimento che una persona prova verso qualcosa o qualcuno, quello bidirezionale è quella magica esperienza da romanzo rosa, quella di quando due persone si amano. La maggior parte delle disquisizioni sfinenti riguarda il secondo tipo di amore, ma vorrà ben dire qualcosa se usiamo la stessa parola per le due versioni, quindi vale la pena approfondire anche il primo.

Per amore unidirezionale intendiamo un sentimento provato da una persona verso qualcuno o qualcosa. Gli amici, il mondo, dio, la musica rock, le fragole con la panna. Più in dettaglio intendiamo una combinazione minima casuale dei seguenti fatti:

  • abbiamo un giudizio positivo tendenzialmente non razionale verso questa cosa, ad esempio la troviamo bella. Non interessante, o almeno non solo interessante. Troviamo in essa qualcosa di positivo non razionalmente spiegabile, di cui non possiamo convincere altri a suon di buone ragioni.
  • il contatto con essa ci dà sensazioni positive. Molto positive. Diremmo persino che ci rende felici. Perchè ci rende felici? Ci fa stare bene perchè la amiamo o la amiamo perchè ci fa stare bene?
  • la desideriamo

Mi sentirei perciò di individuare 3 elementi fondamentali:

  • irrazionalità nelle motivazioni
  • positività nelle sensazioni
  • mancanza (altrimenti non ci sarebbe modo di desiderarla)

Ribadisco: non dico che ci siano sempre tutti questi elementi, ma bene o male ricorrono, in diverse combinazioni. E questo è il sentimento che una persona prova, che sia verso il proprio cane o verso il cielo stellato in estate. E se dico che sono innamorato di solito intendo qualcosa di questo tipo: che la tal persona mi manca, che sto bene se c’è e che in fondo non c’è un buon motivo razionale per tutto questo.

E ora passiamo al grande assente: l’amore bidirezionale, quello di quando si trova l’Amore. Cosa cerchiamo di preciso quando cerchiamo l’Amore, cosa ci aspettiamo, che cosa fa sì che lo riconosciamo, o – più spesso – che riconosciamo che non è quello che cercavamo, non è l’Amore?

Elenco un po’ di punti che mi vengono in mente, non sono necessariamente mutualmente esclusivi, nè completi:

  • Felicità. Ci aspettiamo, con l’Amore, di essere felici forever and ever.
  • Completamento. Ci aspettiamo di trovare nell’altro quello che ci manca – e che vorremmo (ad esempio il razzismo direi che mi manca ma non per questo mi aspetto di trovarlo nell’Amore 🙂 ).
  • Sicurezza. Un appoggio sicuro, qualcosa che sappiamo non verrà meno. Una garanzia, una certezza.
  • Passione
  • Reciprocità

Lascio fare a voi il gioco delle combinazioni fra i tre elementi individuati sopra e questi, direi che cmq grossomodo i torni contano…

E con questo, le grandi domande quali erano? ah già. 1- Esiste l’Amore? 2- Si può trovare? 3- perchè teniamo così tanto all’idea che esista?

1- già detto e rimango di quell’idea: esiste come esiste Pegaso. Piuttosto, è interessante la 2

2- dipende quanto siamo flessibili nell’individuare i punti cercati. Cosa ci aspettiamo per poter dire di essere felici? E’ possibile sentirsi completi? dipenderà molto da quanto sentiamo di dover essere completati, quanto e cosa riteniamo che ci manchi, e quanto siamo disposti ad accontentarci. Le altre tre sono un pochino più semplici, trovarle è più che altro questione di fortuna. Ma anche, sì, di esigenze, e qui non starò a ripetermi.

3- Cultura, certo. Il retaggio romantico. Ma anche una risposta semplice, un po’ come per le religioni: cosa mi serve per essere felice? l’amore. Perchè non sono felice? perchè non hai trovato l’amore. Perciò zitto, cammina, occupati il tempo cercando e non rompere.

Sembra anche un modo di dare un senso alla vita, un modo minimo e individualista, che si esaurisce nella sfera personale, permettendo di individuare le cause dell’eventuale fallimento solo in se stessi, senza andare a scocciare il mondo intero.

Non ultimo, ti fa cercare la soluzione fuori, dispensandoti in qualche modo dal lavorare su te stesso, ad esempio per completarti da solo.

Con questo non voglio dire che sia un inganno sociale. Non voglio dire che non ci sia chi sarà perfettamente felice quando avrà trovato qualcosa che riconosce com l’Amore. Non voglio nemmeno dire che nessuno lo potrà riconoscere. Però si tratta di riconsocere qualcosa che ci aspettiamo, e quindi tutto dipende da quanto siamo esigenti in quello che ci aspettiamo.

E allora?

Beh, niente. Un pensiero.

Che ne pensate?

fumodomanda