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Monthly Archives: December 2008

facebook logo

E’ il momento del boom. Quando non è possibile attraversare la strada o sedersi in treno senza sentire la parola “Facebook” vuol dire che proprio ci siamo. Tutti hanno Facebook. Naturalmente, tutti gli appartenenti alla classe media informaticamente alfabetizzata, dotata di pc e perlopiù sotto i 40 anni anagafici, ma fra questi ormai tutti sono in almeno un social network: Facebook, Myspace o quello che sia.

L’apparente ossimoro iniziale di questi network è che servono a mantenere contatti con le persone che si conoscono – non per conoscerne di nuove – e quindi, mi chiedevo io, non faccio prima a telefonargli, visto che li conosco?

La grande rivelazione è che così si riescono a mantenere contatti con le persone che conosci e a cui non telefoneresti: perchè vi conoscete, sì, ma non così tanto, perchè non le vedi da centomila anni e non hai un buon motivo per telefonare proprio adesso, perchè magari nemmeno te le ricordi ma se le incontrassi per strada gli faresti le feste… Insomma, servono per recuperare i conoscenti. Quelle persone con le quali il rapporto è basato sul vedersi con frequenza, per strada in ufficio a scuola o in un locale, ma senza una particolare intenzione: ci vediamo perchè siamo entrambi lì, e magari ci siamo anche simpatici, ma non ci siamo incontrati di proposito.

myspace logo

Se si è lontani, magari perchè si cambia città o lavoro o quello che è, questo tipo di conoscenza per lo più svanisce, perchè non c’era abbastanza interesse da tenerla viva – il che non significa che non ci farebbe piacere ritrovare la tal persona. I social networks assolvono questa funzione a meraviglia: aiutano a mantenere le conoscenze superficiali creando una sorta di piazza in cui i conoscenti si incrociano e possono con piccolo sforzo sapere piccole inutili cose di tutti.

Tizio ha parlato con Caio

Tizio ha cambiato il suo umore

ha cambiato la sua immagine

ha delle nuove foto

ha fatto il test Quanto sei scoppiato e il risultato è  “Scoppiato”

Tante piccole cose che danno piccoli indizi sulla personalità e la vita dei nostri conoscenti, esattamente come se li incontrassimo per strada e ne vedessimo i vestiti, l’atteggiamento, la persona con cui si accompagnano, l’argomento di cui parlano. Con la differenza, però, che qui posso decidere con quale vestito farmi incontrare.

Facebook è come una piazza, ma senza le distanze: puoi sentire egualmente bene tutto ciò che tutti dicono, in barba alle distanze sia fisiche che temporali; e tutto ciò che viene detto e fatto rimane, scritto incancellabile e ineluttabile, impossibile da nascondere dietro una smentita.

Ed ora stiamo a vedere, quando il boom si ritirerà, che cosa resterà di queste grandi reti.