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La rilettura biblica di md per cui dio a ben guardare sarebbe androgino e pure vegetariano, mi ha riportato alla mente alcune riletture analoghe con cui mi dilettavo in gioventù… effettivamente è incredibile quante cose inaspettate si possano scoprire semplicemente aprendo e leggendo con i propri occhi e la propria mente un libro che crediamo di conoscere, ma di cui in realtà conosciamo solo estratti mediati da intenzioni altrui.E siccome è bene partire dal principio, mi sono letta la genesi, la bella storiella su adamo ed eva e l’albero del bene e del male, che trovate qui, in autorizzatissima e vescovile edizione. Che abbiate o meno voglia di leggerla in diretta, vi dico cos’ho notato io:

klimt, l’albero della vita

Eva: «del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete»

Diavolo: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male»

[Mangiano]

Allora si aprirono gli occhi di tutti e due

E quindi… Dio ha mentito e il diavolo ha detto la verità, perchè se avesse avuto ragione Dio sarebbero dovuti morire.

Da qui traggo due conclusioni:

1) conclusione seria: il dio biblico chiede fede e fiducia universali, al di là di tutto, indipendentemente dalla realtà del mondo. l’unica realtà per il fedele deve essere la parola del suo dio.

2) conclusione provocatoria: dio ha messo alla pova le sue creature per testare la loro fedeltà. li aveva privati della conoscenza del bene e del male per tenerli sotto il suo dominio dittatoriale, il diavolo offre loro lo spunto per scrollarsi di dosso le catene da pecoroni, liberare le potenzialità delle loro menti, avvicinarsi a dio e sfidarlo. Ma siccome il creato è una dittatura e su chi è dio non si discute, dio li punisce affibbiandogli ogni tipo di sofferenze. Attenzione però: è una punizione per aver disobbedito, inflitta dal dio padrone tradito, non la necessaria conseguenza della conoscenza.

12 Comments

  1. Interessante… anche perché c’è un sottinteso della tradizione religiosa che ritiene la conoscenza una forma di ybris, di ribellione alla legge divina, che porterebbe in sé necessariamente una certa disperazione: come dire, meglio tenere gli occhi chiusi, sopportare in silenzio, confidare in Dio e aspettare buoni buoni l’al di là, mentre per l’intellettuale, che ha coscienza del mondo (e anche del male), è preclusa ogni forma di felicità e di salvezza. Conoscere il mondo per cercare di trasformarlo s’è visto quanto sia pericoloso; una certa quota di mali e sofferenze è necessaria (sennò che ci stanno a fare le madri-terese-di-calcutta?).Che poi ad avere il monopolio e le chiavi della conoscenza sia una parte del clero, beh questo è un altro discorso… Io ad esempio mi sono sempre chiesto se i prelati più colti, che sono a tutti gli effetti intellettuali e filosofi, credano veramente a tutte le panzane fideistiche che vanno predicando. Anzi no: alle panzane non ci credono di certo, ma alcuni di loro (papi compresi) mi sa che nemmeno dell’esistenza del loro dio siano tanto convinti.

  2. @chiarac
    come avevo già spiegato a fiak, non riesco a leggere i post quando il blog ha questo look. Quindi sono tagliata fuori. E’ come entrare in una casa e rimanere nel corridoio che le stanze principali sono sbarrate.
    Peccato. Ero riuscita a leggere la tua introduzione sulla tecnologia, ora non ricordo se in abaut o l’autore, e mi era piaciuta la tua scrittura chiara e decisa.
    Ciao.
    Milena.

  3. Forse non c’entra niente. Ieri ho sentito dire che Biagi prima di morire abbia detto al prete (o forse era il cardinale Tonini?) che era andato a raccogliere le sue ultime parole: “Mi raccomandi al ‘suo’ padrone”.
    Non so cosa intendesse, certo che quel ‘suo’, per come lo interpreto io, la dice lunga.

  4. indubbiamente rinunciare alla conoscenza è una buona precauzione per semplificarsi la vita, ed io credo che per i più la religione sia questo: un insieme già pronto di risposte e guide, che ti indica la strada senza che tu debba fare alcuna fatica intellettuale. In questo senso la rinuncia alla conoscenza diretta più che un obbligo sembra la scelta volontaria del credente.
    Se i grandi teologi credono non lo so, ma di sicuro non credono alla versione ‘light’ della fede che viene divulgata: doppo essersi rotti la testa su millenni di teologia non credo proprio che possano accontentarsi di un ‘Dio è amore’ !

    @milena
    in tuo onore: nuovo look! con questo riesci a leggere? ma ti devo ringraziare dello stimolo: grazie a te ho visto questo nuovissimo tema sul blu che mi piace molto. l’unico difetto è che la barra laterale è in fondo, per cui ho dovuto diminuire il numero di post visualizzati, se no nessuno sarebbe mai arrivato alla barra!
    fatemi sapere che ne pensate!

  5. a proposito di biagi, gli aneddoti si moltiplicano: io ho sentito che al’infermiera che gli chiedeva come sta ha risposto “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie… ma tira un vento!!”. carina, no?

    scusate il casino con l’ordine dei commenti, è perchè ho spostato l’ora del blog!

  6. Ciao chiarac
    ti ringrazio per l’attenzione. Ma no, non leggo ancora i post. E ora le parole dei commenti sono distribuite una su ogni riga e a capo, come perle sul filo di una collana, come era successo qualche tempo fa su Nazione Indiana quando avevano cambiato impaginazione. Con questo non voglio dire che te ne devi preoccupare, che so di certo di essere io a dovermi aggiornare, solo non so quando riuscirò a farlo, che sono tremendamente pigra e refrattaria agli ammodernamenti tecnologici. So che sbaglio, ma per il momento sono esattamente in un periodo di stallo. Grazie in ogni caso e a risentirci.

  7. Hey complimenti per la nuova veste grafica e per il post.
    Sono pienamente d’accordo con il punto 2 anche se sinceramente non credo che la tua sia l’analisi teologica che vada per la maggiore…
    Domanda 1) Ma mangiare la mela e conquistare la conoscenza è stato un vantaggio? Non sarebbe stato meglio rimanere ignoranti e godere dell’eden?
    Domanda 2) Ma Dio non ha esagerato un pò con questa storia peccato originale? Va bene, hanno mangiato una mela, ma deve punire per forza tutto il genere umano per una sola meluccia? Se ci riapre le porte dell’Eden gliela rendo io mela mangiata!
    Domanda 3) Questa storia della mela è una metafora del sesso vero? Ora non ti sembra un pò crudele mettere un uomo e una donna in un giardino fatato, vestiti solo di foglie di fico, e negargli il piacere carnale? Secondo me Dio lo sapeva già come sarebbe andata a finire… E non solo perchè è onniscente

  8. @milena
    uffa… mi dispiace proprio… spero che prima o poi si riesca a risolvere!
    @fiak
    grazie dei compliemnti! e ora…
    risposta 1) meglio una vita da pecora o un giorno da leoni? io ho sempre sostenuto che eva ha fatto bene a mangiare la mela, un po’ di sana iniziativa ci vuole, se stavamo ad aspettare adamo eravamo ancora rimbambiti in mezzo ai prati…. che ci faccio io in mezzo ai prati?? voglio grattacieli e pc! 😀
    risposta 2) il solito dittatore paternalista!
    risposta 3) sì, è stata una tortura deliberata e volontaria, peggio che Saw! anche perchè insomma… se dio non voleva che fosse piacevole bastava che non lo creasse tale! e quindi l’ha fatto apposta!

    😉

  9. Ho un’altra domanda a sfondo religioso-sessuale. “Dio si è accorto che Adamo aveva bisogno di una compagna e quindi gliel’ha creata. Ma poi gli ha proibito la copulazione… Allora visto che Adamo non aveva vestiti che Eva potesse stirare, pavimenti che Eva potesse pulire, piatti che Eva gli potesse cucinare e soprattutto visto che Adamo non poteva copulare con Eva a che cosa gli serviva Eva ad Adamo? Se ci doveva fare semplicemente 2 chiacchiere non era meglio che Dio creasse un Bar Sport?”
    Ps Qualcosa mi dice che sarò censurato anche qui dopo questo intervento…

  10. eheheh! e perchè mai dovrei censusrarti, fiak?
    è una battuta carina, non sono femminista al punto di perdere il senso dell’umorismo! 😉

  11. Meno male che qualcuno capisce ancora l’umorismo e l’ironia, non sai quanti blog mi hanno già censurato!!!!

  12. @fiak
    sul serio? ti hanno censurato? vabbè che ognuno è re a casa proprio (in questo caso nel blog proprio), ma a meno di deliberati insulti gratuiti trolling e spamming non vedrei motivo di censurare qualcuno. E anche nel caso degli insulti non sono mica sicura che lo farei!


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  1. […] sono citati “articoli simili”. Uno è quello da cui venivo, il secondo invece è In principio era la menzogna. Adesso la caduta va spedita: dopo poche parole grazie a un link cambio blog e mi trovo a leggere […]

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