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Monthly Archives: September 2007

Questo articolo di fiak mi ha dato spunto per una riflessione, che mi sembrava troppo lunga per lasciarla come commento. Di Kierkegaard apprezzo il modo in cui ha colto l’abisso aperto dalla scelta e l’angoscia che ne scaturisce, ma sugli altri temi proprio non ci troviamo.

Se la vita estetica finisce nella noia perchè si percepisce la possibilità di un’altra scelta, questo dovrà valere come minimo altrettanto per la vita etica. Perchè mai la vita etica non dovrebbe portare alla noia? ci porta eccome, lo sappiamo tutti. Tutti sappiamo l’angoscia della scelta che ci prende se pensiamo che magari nella nostra vita avremmo potuto fare cose folli, se solo non ci fossimo accontentati, o spaventati.

Secondo Kierkegaard, il campione di coerenza che tesseva lodi al matrimonio e mai si sposò quella povera crista della sua fidanzata, nella vita etica l’uomo afferma la sua libertà nella scelta. A me sembra che nella vita etica l’uomo afferma la sua libertà solo nella misura in cui vi rinuncia.

Nell’Ubu incatenato (che io ho avuto il piacere di conoscere tramite la splendida messa in scena di Fortebraccio Teatro), Ubu re vuole smettere di essere re, vuole obbedire a un padrone, e cerca in ogni dove un padrone a cui obbedire. Un personaggio (credo il capitano dell’esercito) commenta questo dicendo che allora Ubu è il più libero degli uomini, perchè la sua libertà è così grande che egli è libero di rinunciarvi.

In questo modo patafisico probabilmente l’uomo etico di Kierkegaard è libero. Ma fintanto che io non sono nè Ubu nè Re, preferisco impiegare la poca libertà di cui godo nell’affermare me stessa, anzichè il concetto di libertà, o – ancora peggio – un’etica da altri stabilita.

ubu incatenato (fortebraccio teatro)

Eccoci alla puntata demenziale di Fear of the Tech 😉 ! Scusate per i sottotitoli in spagnolo, ma sono sempre più comprensibili dell’audio danese, o quello che è!

Abbiamo paura della tecnologia perchè… non funziona. Non funziona come noi pensiamo che dovrebbe. Ci obbliga a pensare in un altro modo, ci fa sentire di aver perso il controllo, perchè la nostra capacità di prevedere non è più adeguata: quello che prevediamo che succederà non succede per niente, il “nuovo sistema” si comporta come gli pare a lui, non mi ubbidisce, è stronzo, lo odio, non voglio averci niente a che fare! 🙂

In questo senso, di nuovo, sembra che sia lui a comandare, mentre noi ci dobbiamo adattare al modo in cui lui vuole essere adoperato, in cui lui vuole che ci comportiamo, per lo meno se vogliamo che ci risponda adeguatamente. E il nostro rifiuto a farci sottomettere si traduce nell’ostilità totale, e nel timore che con l’ostilità va di pari passo.