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Monthly Archives: August 2007

C’è un fantastico album dei Covenant, Dreams of a cryotank, che è la versione musicale dei romanzi che potremmo chiamare di ‘fantascienza apocalittica’, dove il futuro non è splendente di tecnologia e viaggi interstellari, ma è fatto di guerra, disastri ambientali, crisi sociali. Insomma, quella fantascienza inaugurata dal cyberpunk.

Poteva mancare in un simile affresco la versione musicale di Blade Runner, il primo film di fantascienza a mostrare un tale futuro, tanto vicino alla poetica cyberpunk che Gibson uscì dal cinema dopo 10 minuti di proiezione? ovviamente no!

E infatti c’è Replicant, che chissà mai di cosa parlerà…

Roy Baty

C’è la pioggia costante, il predatore notturno angosciato dalla propria morte, Roy Baty che parla della vita e del dolore:

lights blur shifting slightly, always the rain
he’s there hunting nightly, driven by pain
burns fast shining brightly, dies in vain
he’s there, speaking lightly of life in pain

 

La creatura cerca il creatore:

bionic killer the spider in his net
comes to his maker as close as he can get

La creatura ha superato il creatore, e dio è morto. E piove. E non c’è scampo.

 

weak little creatures speaking with god
their cries so insane, their prayers just in vain
’cause I am the replicant, to hell with the gods

 

too late to escape, too late to regret
no time to hide, no time to forget
lights blur shifting slightly, always the rain
he’s there hunting nightly, driven by pain

 

the rain, always the rain
your pain sustained

Chi conosce i fratelli Sticazzi – no, scusate – Strugatztki? Mmmm, pochi, eh? Proviamo così: chi conosce Stalker, il film di Tarkovsky, il regista di Solaris? Meglio? Bene, i fratelli Stica Strugatzki hanno scritto il corrispondente ispirante libro, Pic nic sul ciglio della strada, un libriccino piccino, ma piacevole e interessante (la fine un po’ deludente, ma è un gusto personale – e tranquilli, non ve la svelerò).

Gli stalker – letteralmente predatori – sono una specie di tombaroli del prossimo futuro, o di un presente parallelo, i quali, a rischio della vita, vanno a raccogliere (illegalmente) i tesori della ZONA. La Zona è uno dei sei punti sulla superficie terrestre in cui un bel giorno sono comparsi gli alieni, lasciando dietro di sè una scia di stranezze, oggetti e fenomeni inspiegabili, più o meno utili e/o pericolosi.

Dopo la Visita degli alieni, le zone da loro contaminate non sono più le stesse: gli abitanti sono morti o hanno subito qualche genere di mutazione, i luoghi non sono più percorribili perchè celano infinite insondabili insidie (ad esempio ‘centri di attrazione gravitazionale’ – amichevolmente dette tagliole – dove la gravità è talmente alta da uccidere, o l’azzurra gelatina di strega, capace di sciogliere il disgraziato che dovesse finirci dentro o solo toccarla). Le Zone sono diventate dei micromondi paralleli, dove vigono leggi fisiche, rischi e norme differenti; ed è qui che vivono gli Stalker, sul ciglio della strada, in bilico fra i due mondi, rischiando la vita in cambio di denaro.

picnic

Con la venuta degli alieni l’umanità ha avuto la sua scoperta fondamentale, una scoperta la cui importanza mai potrà essere eguagliata, e ciò che gli alieni hanno lasiato dietro di sè fornirà materiale di studio a generazioni di scienziati. Ma perchè sono venuti? Che cosa effettivamente hanno lasciato, e quali erano le loro intenzioni?

Forse sono venuti per studiarci. Magari non se ne sono nemmeno realmente andati e ora sono in mezzo a noi. O forse hanno voluto lasciarci un po’ della loro tecnologia, affinchè noi potessimo studiarla. Oppure i vari miracolosi oggetti alieni potrebbero essere delle esche per attirare l’umanità, che ne verrà poi distrutta.

Queste ipotesi hanno un difetto comune: sono taaannto antropocentriche! Danno per scontato che l’uomo come specie abbia una importanza, e che gli alieni lo considerino. E’ un errore che facciamo sempre, quando immagininiamo che gli extraterrestri verranno ad attaccarci: perchè dovremmo essere interessanti per loro? Magari se un extraterrestre arrivasse da noi penserebbe che la forma di vita dominante sono le automobili, come Ford Prefect in Guida galattica per autostoppisti. O identificherebbe – correttamente, sempre secondo la Guida galattica – le due specie più intelligenti della terra: i delfini ed i topi ;-). In fondo, perchè no?

Quindi ecco un’altra ipotesi, proposta da uno scienziato premio Nobel in Pic nic sul ciglio della strada: gli extraterrestri sono venuti semplicemente a fare un pic nic. Gli alieni sono passati di qua pensando ai fatti propri, e si sono lasciati alle spalle un po’ di spazzatura galattica, senza rendersi minimamente conto di star avendo una qualunque influenza sulle nostre vite.

E’ bello che ogni tanto qualcuno ci ricordi che non siamo il centro dell’universo, che come siamo arrivati spariremo, e che questo non sarà affatto un cataclisma per il resto del mondo. E questo vale per le singole perone, per le nazioni, per la razza umana, per la terra… un po’ per tutti, insomma: un po’ di sana umiltà fa sempre bene, e migliora la prospettiva.