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	<title>mezzanottefonda</title>
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	<description>Il mondo è profondo. Più fondo di quel che il giorno credeva.</description>
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		<title>mezzanottefonda</title>
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		<title>Amore divino &#8211; ancora un&#8217;analisi concettuale</title>
		<link>http://chiarac.wordpress.com/2009/09/29/amore-divino-ancora-unanalisi-concettuale/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 22:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se una macchina pensa vuol dire che ha un&#8217;intelligenza. se ama vuol dire che ha&#8230; un cuore? un&#8217;anima? e se dio ama, vuol dire che ha un cuore? vuol dire che prova desiderio, gioia, irrazionale apprezzamento verso le cose che ama? 
Quando qualche tempo fa analizzavo i diversi aspetti &#8211; e aspettative &#8211; che rientrano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=276&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Se una macchina pensa vuol dire che ha un&#8217;intelligenza. se ama vuol dire che ha&#8230; un cuore? un&#8217;anima? e se <em>dio</em> ama, vuol dire che ha un cuore? vuol dire che prova desiderio, gioia, irrazionale apprezzamento verso le cose che ama? </p>
<p>Quando <a href="http://chiarac.wordpress.com/2009/05/20/amore-unanalisi-concettuale/">qualche tempo fa analizzavo</a> i diversi aspetti &#8211; e aspettative &#8211; che rientrano in ciò che intendiamo per &#8220;amore&#8221;, avevo individuato due usi principali del concetto, per indicare l&#8217;amore &#8220;unidirezionale&#8221; verso qualcosa o l&#8217;amore bidirezionale fa due persone.<br />
Ma in entrambi i casi il soggetto di partenza è un persona, un ipotetico &#8220;io&#8221;. Dimenticavo  un altro soggetto tipicamente origine di amore nella nostra cultura occidentale-cristiana: il dio cristiano. L&#8217;attribuzione a dio di questo sentimento cosa aggiunge alla concezione di dio o a quella dell&#8217;amore?<br />
<img alt="" src="http://chriskeeneyphoto.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/ck-san-diego-085-150x150.jpg" class="alignleft" width="150" height="150" />Si tratta di un amore unidirezionale per ecellenza, talmente poco corrisposto che l&#8217;umanità ha ucciso dio in diverse occasioni: se dio ama l&#8217;umanità, soltanto qualche uomo ama dio, non l&#8217;umanità tutta.</p>
<p>&#8220;Dio ci ama&#8221; &#8211; come recita la più banale dottrina cristiana, nota e alla portata di tutti &#8211; significa dunque che dio è felice quando guarda l&#8217;umanità? che ne ha un giudizio generalmente positivo per motivi in buona parte irrazionali? che la desidera e ne sente la mancanza? Tutto questo suona un po&#8217; buffo: sono sensazioni d atteggiamenti troppo umani per adattarsi a un dio&#8230; e qui sta probabilmente almeno una parte dell&#8217;origine di questa affermazione: dicendo che dio pova amore lo si rende umano.</p>
<p>Non sono però quelle le esplicitazioni dell&#8217;amore che ci vengono in mente se lo pensiamo a partire da dio, non sono l&#8217;apprezzamento la gioia o il desiderio. Quello che viene insegnato è che <i>siccome dio ci ama</i> allora vuole il nostro bene, ci perdonerà, si sacrificherà per noi: i comportamenti che generalmente <em>conseguono </em>al sentimento, non il sentimento stesso. Per essere ancora più precisi: i comportamenti che conseguono al sentimento e che ci riguardano &#8211; quelli che riguardano il soggetto amante, come potrebbe essere, che so, la gelosia, non ci interessano.<br />
<img alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_hBjQDilw70E/SkqN_9lkGbI/AAAAAAAAAL4/_ZTE-SOOmiY/S1600-R/cuore_gesu2.jpg" class="alignright" width="213" height="213" />Fose addirittura dire che dio ci ama è solo una metafora rapida per indicare questi comportamenti.</p>
<p>L&#8217;uso di un&#8217;immagine però non è senza conseguenze: se anche questo è amore, allora esiste un tipo di amore non solo unidirezionale ma anche immensamente disinteressato, che non comprende nessuna forma di piacere (come mangiare le fragole con la panna se ti piacciono), ma solo un astratto desiderio di cose positive per l&#8217;oggetto dell&#8217;amore, volontà di sacrificio, disponibilità all&#8217;infinito perdono. </p>
<p>Se ne potrebbe dedurre quindi che tutti gli esseri in grado di provare amore potrebbero (dovrebbero?) provare anche questo tipo di amore &#8211; totale incondizionato e che nulla chiede. Se ne potrebbe dedurre che questo è il vero amore totale &#8211; dato che è quello di dio. Se ne potrebbe dedurre che noi tutti quando amiamo <em>dovremmo </em>amare in questo modo, che il vero amore è disinteressato e non ha nulla a che vedere con sentimenti e gioie personali, ma ha tutto a che vedere solo col benessere altrui.</p>
<p>Quindi l&#8217;attribuzione a dio di un sentimento umano &#8211; con lo scopo probabile di umanizzare dio &#8211; ottiene di rendere disumano quel sentimento, attribuirgli caratteristiche inesistenti ed impossibili per l&#8217;umanità (infatti non ci erano venute in mente neanche da lontano nella precedente analisi), e far di conseguenza sentire inadatta e colpevole l&#8217;umanità per non essere in grado di provare un sentimento inesistente e disumano, attribuito dagli uomini a dio per il gusto di avere un dio umano che li ama.</p>
<p>Più ci penso e più mi convinco che l&#8217;invenzione di dio si, risolve dei problemi&#8230;. ma ne crea talmente tanti che non ne valeva la pena. Seriamente, gente: non ne valeva la pena.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiarac.wordpress.com/276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiarac.wordpress.com/276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiarac.wordpress.com/276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiarac.wordpress.com/276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiarac.wordpress.com/276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiarac.wordpress.com/276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiarac.wordpress.com/276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiarac.wordpress.com/276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiarac.wordpress.com/276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiarac.wordpress.com/276/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=276&subd=chiarac&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mad Men &#8211; alle origini del nostro mondo</title>
		<link>http://chiarac.wordpress.com/2009/08/22/mad-men-alle-origini-del-nostro-mondo/</link>
		<comments>http://chiarac.wordpress.com/2009/08/22/mad-men-alle-origini-del-nostro-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 13:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carmilla]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; appena partita &#8211; in America &#8211; la terza stagione di Mad Men, serie vincitrice di diversi Golden Globe e Emmy nel 2008 e 2009, ma soprattutto una delle pochissime ambientate in un&#8217;epoca non contemporanea. A differenza di altre (che so&#8230; The Tudors) l&#8217;ambientazione è fedelissima, e parla del contemporaneo senza fare violenza alla verità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=280&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/ab/Madmenlogo.jpg" class="alignleft" width="500" height="265" />E&#8217; appena partita &#8211; in America &#8211; la terza stagione di<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mad_Men"> Mad Men</a>, serie vincitrice di diversi Golden Globe e Emmy nel 2008 e 2009, ma soprattutto una delle pochissime ambientate in un&#8217;epoca non contemporanea. A differenza di altre (che so&#8230; <em>The Tudors</em>) l&#8217;ambientazione è fedelissima, e parla del contemporaneo senza fare violenza alla verità storica, anzi dandole una vivacità inaspettata.<br />
I <em>Mad Men</em> sono  gli uomini di Madison Avenue &#8211; Manhattan, sede negli anni &#8216;60 delle prime grandi agenzie pubblicitarie: coloro che crearono  la pubblicità, che diedero forma all&#8217;immaginario del <em>consumatore</em> che ancora vive in noi.<br />
Più approfondita recensione <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/08/003153.html">segue su Carmilla</a>.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiarac.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiarac.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiarac.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiarac.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiarac.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiarac.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiarac.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiarac.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiarac.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiarac.wordpress.com/280/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=280&subd=chiarac&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>The Fringe &#8211; Parole fisiche per luoghi fisici</title>
		<link>http://chiarac.wordpress.com/2009/07/26/the-fringe-parole-fisiche-per-luoghi-fisici/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 17:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
				<category><![CDATA[antropologia e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[telefilm]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio di una sequenza televisiva o cinematografica siamo piuttosto abituati a vedere in sovraimpressione brevi indicazioni sul luogo e tempo di svolgimento dei fatti. &#8220;New York, 1942&#8243;. &#8220;Boston, 2 anni dopo&#8221;.
In The Fringe, nuova creazione di JJ Abrams &#8211; colpevole anche di Lost, i luoghi non sono connotati da semplici parole sovraimpresse, ma i nomi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=259&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>All&#8217;inizio di una sequenza televisiva o cinematografica siamo piuttosto abituati a vedere in sovraimpressione brevi indicazioni sul luogo e tempo di svolgimento dei fatti. &#8220;New York, 1942&#8243;. &#8220;Boston, 2 anni dopo&#8221;.<br />
<a href="http://chiarac.files.wordpress.com/2009/07/vlcsnap-8934998.png"><img src="http://chiarac.files.wordpress.com/2009/07/vlcsnap-8934998.png?w=300&#038;h=169" alt="vlcsnap-8934998" title="vlcsnap-8934998" width="300" height="169" class="alignleft size-medium wp-image-260" /></a>In <em>The Fringe</em>, nuova creazione di JJ Abrams &#8211; colpevole anche di <em>Lost</em>, i luoghi non sono connotati da semplici parole sovraimpresse, ma i nomi diventano oggetti <em>dentro</em> ai luoghi che devono connotare.<br />
Grandi solide lettere in metallo sospese nei punti più improbabili: sopra gli edifici dell&#8217;università di Harvard, di traverso lungo il palazzo dell&#8217;FBI, colossali sopra i tetti di Boston.<br />
Lo spettatore raffinato del terzo millennio (e delle follie di JJ) è in grado non solo di separare la scritta sovraimpressa dalla &#8220;realtà&#8221; convenzionale dell&#8217;immagine ripresa, ma anche di separare un oggetto apparentemente interno a quella stessa realtà da tutto il resto del contesto e metterlo fra parentesi, riconoscendolo come estraneo alla realtà dello svolgimento dei fatti &#8211; ma utile alla sua identificazione e connotazione.<br />
Un luogo diventa immagine ripresa e diventa un concetto espresso con una parola, la parola viene reificata in un oggetto inserito nell&#8217;immagine, l&#8217;oggetto dematerializzato e trasformato in concetto dalla nostra interpretazione, che lo giustappone all&#8217;immagine.<br />
Ne abbiamo fatti di progressi da quando gli spettatori fuggivano urlanti dalla ripresa del treno dei fratelli Lumière.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiarac.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiarac.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiarac.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiarac.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiarac.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiarac.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiarac.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiarac.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiarac.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiarac.wordpress.com/259/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=259&subd=chiarac&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Super-uomo, Super-cosa</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 19:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
				<category><![CDATA[antropologia e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
Man-machine
Semi human being
Man-machine
Super human being
Mensch-Maschine
Halb Wesen
Halb Ding
Mensch-Maschine
Halb Wesen
Halb Ueber Ding

Lo strepitoso concerto dei Kraftwerk a Livorno mi ha dato occasione di notare una sottile differenza tra le versioni inglese e tedesca di Man Machine: mentre in inglese l&#8217;uomo-macchina è un essere semi-umano, un essere super-umano &#8211; concetto più che tradizionale -, in tedesco è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=263&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/2009/07/19/super-uomo-super-cosa/"><img src="http://img.youtube.com/vi/3T65NpyfPkQ/2.jpg" alt="" /></a></span> </p>
<p><em>Man-machine<br />
Semi human being<br />
Man-machine<br />
Super human being</p>
<p>Mensch-Maschine<br />
Halb Wesen<br />
Halb Ding<br />
Mensch-Maschine<br />
Halb Wesen<br />
Halb Ueber Ding<br />
</em><br />
Lo strepitoso concerto dei<strong> Kraftwerk</strong> a Livorno mi ha dato occasione di notare una sottile differenza tra le versioni inglese e tedesca di <em>Man Machine</em>: mentre in inglese l&#8217;uomo-macchina è <em>un essere semi-umano, un essere super-umano</em> &#8211; concetto più che tradizionale -, in tedesco è <em>metà essere, metà cosa; metà essere, metà <strong>super-cosa</strong></em>.</p>
<p>Tradizionalmente  l&#8217;unione con la macchina porta l&#8217;uomo a un livello superiore &#8211; difficilmente si considera il contrario, ovvero che l&#8217;unione con l&#8217;uomo rende superiore la macchina. E che già la macchina in quanto tale è una <em>super-cosa</em>, qualcosa in più di un oggetto dal momento che funziona, agisce, si muove &#8211; e questo in virtù della sua unione con l&#8217;uomo, che è intervenuto sulla semplice cosa e le ha conferito alcune nuove caratteristiche, che la avvicinano a lui.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiarac.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiarac.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiarac.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiarac.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiarac.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiarac.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiarac.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiarac.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiarac.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiarac.wordpress.com/263/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=263&subd=chiarac&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il finalismo degli accessori fashion &#8211; e quello della testaccia nostra</title>
		<link>http://chiarac.wordpress.com/2009/07/12/il-finalismo-degli-accessori-fashion-e-quello-della-testaccia-nostra/</link>
		<comments>http://chiarac.wordpress.com/2009/07/12/il-finalismo-degli-accessori-fashion-e-quello-della-testaccia-nostra/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 22:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
				<category><![CDATA[antropologia e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho una borsa. Una ventiquattrore di un non meglio precisato materiale artificiale, con varie sezioni. Tasca piccola, tasca grande, porta penne. Sul lato c&#8217;è uno scomparto verticale in pelle preformata semirigida con una zip sul lato lungo.
 A che diavolo serve?
Ci ho messo gli occhiali. Il portalenti. Fazzoletti di carta, trucchi. Un po&#8217; quello che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=253&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://chiarac.files.wordpress.com/2009/07/dscn4965.jpg?w=300&#038;h=225" alt="DSCN4965" title="DSCN4965" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-256" />Ho una borsa. Una ventiquattrore di un non meglio precisato materiale artificiale, con varie sezioni. Tasca piccola, tasca grande, porta penne. Sul lato c&#8217;è uno scomparto verticale in pelle preformata semirigida con una zip sul lato lungo.<br />
 A che diavolo serve?<br />
Ci ho messo gli occhiali. Il portalenti. Fazzoletti di carta, trucchi. Un po&#8217; quello che mi veniva in mente e che magari poteva avere giovamento da un qualcosa di semirigido intorno.</p>
<p>Fino a che non è arrivato il Grande Interprete Tecnologico che mi ha guardato come una demente e ha detto &#8220;ma è ovvio: questa è fatta per l&#8217;alimentatore del pc&#8221;.<br />
Logico. sta sul fianco di una ventiquattrore tarata per un portatile 17 pollici. Nella tasca grande ci va un portatile 17 pollici. Nella tasca semirigida laterale ci va l&#8217;alimentatore per il portatile 17 pollici, che è lungo e rettangolare e ha notoriamente necessità di essere riparato dagli urti con una custodia semirigida.<br />
Io ho appreso in quel momento che l&#8217;alimentatore di un pc non gradisse eccessivamente gli urti &#8211; ma ho pensato bene di sorvolare su questo aspetto per non peggiorare la mia posizione.<br />
OK: ci metto l&#8217;alimentatore.</p>
<p>Dopo qualche tempo passa la mia Fashion Sister (non che ne abbia altre, ma può avere altri ruoli), vede la mia borsa e dice &#8220;dai che figata! ha anche la tasca per l&#8217;ombrello!&#8221;.<br />
Ombrello?<br />
&#8220;Ma certo, questa è evidentemente fatta apposta per quegli ombrellini richiudibili, vedi che ci sta preciso?&#8221;<br />
Vero, ci sta preciso.</p>
<p>Per entrambi era lampante non che la tasca potesse essere utilmente usata per quello o quell&#8217;altro scopo, ma che era stata <em>evidentemente fatta apposta</em> per quello scopo.<br />
Il fatto che si tratti di un oggetto artificale dà sicuramente un buon motivo per pensare che dietro alla sua realizzazione ci sia un&#8217;intenzione ben precisa, ma è sorprendente notare che ciononostante forse non c&#8217;è, forse non così ben definita, e in ogni caso anche se c&#8217;è non è poi così ovvia. Ma lo stesso quando ne interpretiamo l&#8217;uso non pensiamo di star effettuando una interpretazione ed una scelta più o meno creativa, ma crediamo di star solo leggendo intenzioni altrui, non nascoste ma palesate nella forma dell&#8217;oggetto. </p>
<p><img alt="" src="http://img.archiexpo.it/images_ae/photo-g/giostra-per-parco-giochi-114407.jpg" class="alignright" width="300" height="300" />Un&#8217;abitudine che ci viene probabilmente dall&#8217;eccessiva frequentazione di luoghi artificiali, dove ogni cosa è fatta per uno scopo. Sedie fatte per sedersi, sdraio fatte per sdraiarsi, robe di plastica morbidose fatte per torturarle e sfogare lo stress, attrezzi fatti per giocare &#8211; e per giocarci in un modo preciso. Non oggetti neutri del mondo che noi adoperiamo per i nostri scopi, ma oggetti che già contengono uno scopo a cui noi ci conformiamo.</p>
<p>L&#8217;oggetto non viene letto come origine di un proprio fare, come il punto di partenza di un uso intenzionale, ma come il punto <em>terminale</em> di un fare altrui che ha dato forma all&#8217;oggetto secondo la propria intenzione &#8211; così che il nostro fare non è autonomo e creativo, ma si limita a rispondere ad intenzioni altrui, già presenti ed informanti gli oggetti del mondo.<br />
In questo modo non ci prendiamo la responsabilità della scelta d&#8217;uso, e non percepiamo la nostra creatività &#8211; anche se c&#8217;è &#8211; perchè la interpretiamo in ogni caso come una risposta a istruzioni immesse da altri nella forma degli oggetti, un puro obbedire.<br />
Nessuna scelta, nessuna creatività, nessuna manipolazione del mondo, nessuna responsabilità.</p>
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