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A partire da Shining, passando per il Sesto senso e l’immancabile Ring, i bambini protagonisti di film di paura sono diventati un tormentone: sembra che non ci sia niente di più terrificante… E in effetti è così, perchè l’escamotage funziona: i bimbi fanno effettivamente una gran paura. Perchè?

Prima spiegazione: il bambino è freudianamente perturbante, unheimlich, qualcosa di familiare che porta in sè un germe di estraneità, un che di alieno – che lo rende angoscioso, e tanto più angoscioso quanto più poteva sembrare familiare. Così l’infanzia è sì qualcosa a noi familiare, qualcosa che tutti abbiamo vissuto, ma è allo stesso tempo lontana: qualcosa che tutti abbiamo dimenticato, che ormai fatichiamo a comprendere, e questo la rende sottilmente estranea, inquietante.

E’ poi anche vero che nel corso dell’ultimo secolo si è smesso di considerare i bambini come “piccoli uomini”, è nata la pedagogia, che conferisce all’infanzia una sua identità, una autonomia: la oggettivizza e la rende lontana, qualcosa per comprendere la quale è necessario fare uno sforzo, qualcosa che ha – fra l’altro – un rapporto privilegiato con la fantasia, e quindi con mondi altri, mondi, sconosciuti e inaccessibili all’adulto razionale.

A renderci estranea l’infanzia contribuisce, banalmente, il calo delle nascite: non è più cosa normale avere attorno torme di bambini, ma si fa in genere un figlio solo, che quindi è qualcosa di unico, preziosissimo, tenuto in palmo di mano, costantemente sotto osservazione… decisamente non familiare, non quotidiano, non spontaneo.

Per la gioia dei registi horror, degli autori di pedagogia for dummies, e degli psicologi.

—Grazie a LinkalNero, perchè sue sono diverse delle idee di cui sopra—

pinguinoFilm leggero non sempre significa film stupido. E anzi, una non disprezzabile bravura sta nel dire cose non banali mantenendo l’interesse e senza risultare pesante. Madagascar 2 è un film divertente, ma capace di toccare di volata discorsi complessi, come la natura della religione o l’alterazione della natura da parte dell’umanità, senza scadere nell’ovvio e nella retorica.

Cosa ancora più notevole se pensiamo che film con pretese più alte, artistiche e adulte, finiscono spesso si rivelano un’accozzaglia di banalità retrograde e superficiali, al massimo ricoperte di zuccherini per lo sguardo, come il recente The Spirit, tanto idiota da risultare imbarazzante.

Ma siccome durante The Spirit ho dormito smetterò subito di parlarne, i vi link invece la mia recensione di Madagascar 2 pubblicata da Carmillaonline.