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	<title>mezzanottefonda &#187; Fear of the Tech</title>
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	<description>Il mondo è profondo. Più fondo di quel che il giorno credeva.</description>
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		<title>mezzanottefonda &#187; Fear of the Tech</title>
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		<title>Dominare la superficie</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 15:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quando abbiamo internet è cambiato il nostro modo di comunicare. Di lavorare. Di trovare informazioni. Di scrivere. Di pensare. E&#8217; cambiato senza che ne avessimo l&#8217;intenzione: siamo stati trascinati dalla bufera della novità cognitiva e ci siamo risvegliati, come in un racconto di fantascienza, in un paesaggio profondamente mutato, ma che al tempo stesso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=89&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.vlib.us/web/opte.org.jpg" alt="World Wide Web" width="200" height="243" />Da quando abbiamo internet è cambiato il nostro modo di comunicare. Di lavorare. Di trovare informazioni. Di scrivere. Di pensare. E&#8217; cambiato senza che ne avessimo l&#8217;intenzione: siamo stati trascinati dalla bufera della novità cognitiva e ci siamo risvegliati, come in un racconto di fantascienza, in un paesaggio profondamente mutato, ma che al tempo stesso sembra essere lì da sempre.</p>
<p>D&#8217;un tratto non dobbiamo più impiegare del tempo nella ricerca di informazioni: a un nostro semplice cenno le informazioni ci piombano addosso a valanghe, e non solo le singole informazioni, ma le interconnessioni fra di esse, i folti complessi e multiformi legami fra atomi di informazione costituiscono un&#8217;unica potenzialmente infinita rete di sapere globale. Infinita non perchè infinitamente estesa, ma infinitamente densa, come è infinito un numero irrazionale, di cui si può <em>sempre</em> conoscere una cifra in più.</p>
<p>Noi, uomini dell&#8217;età della stampa, ci muoviamo in questo mondo liquido ubriachi della possibilità di sapere, esplorando le possibilità della rete, saltando di atomo in atomo, cogliendo solo la più immediata superficie di ognuno di essi, incapaci di resistere al richiamo della prossima connessione. Il nostro stesso pensiero, il ragionare è diventato reticolare, si è svincolato dall&#8217;obbligo della sequenzialità imposto dalla pagina, dall&#8217;obbligo di possedere un principio uno svolgimento e una fine. E per questo è diventato più superficiale?</p>
<p>I timori di questo tipo non mancano di farsi sentire piuttosto spesso; l&#8217;ultimo che ho letto è esposto sulla rivista <em>The Atlantic</em> da <a title="Nicholas Carr homepage" href="http://www.nicholasgcarr.com/" target="_blank">Nicholas Carr</a>, che si chiede se <a title="Is Google making us stupid?" href="http://www.theatlantic.com/doc/200807/google" target="_blank">Google non ci stia facendo diventare più stupidi</a>, dal momento che &#8211; secondo testimonianze personali sue e di altri &#8211; facciamo sempre più fatica a concentrarci su testi lunghi e complessi, preferendo saltare di link in link per la rete vasta quanto il mondo. E questo viene esposto in un bell&#8217;articolo che, letto online, risulta <em>lunghissimo</em>, dimostrando che l&#8217;autore in realtà conta che qualcuno in grado di approfondire ci sia ancora.</p>
<p>Non voglio negare la crescente tendenza ad acquisire un grande numero di informazioni semplici, interconnesse, non verificate e non approfondite, ma credo che questo non debba portarci a decretare la fine della riflessione, dell&#8217;approfondimento, dello studio in senso classico, che ci fa sviscerare un argomento con tempo e fatica. Il problema come sempre non sta nella tecnologia, che ci offre possibilità, ma nella nostra capacità di gestirle, di scegliere quando e se sfruttarle. Abbiamo a portata di mano una conoscenza vasta quanto il mondo: cosa vogliamo farne? Vogliamo prendere un&#8217;immagine a volo d&#8217;uccello di una certa area, o vogliamo individuare un punto preciso e cominciare a scavare, con tutti gli strumenti di cui l&#8217;evoluzione umana ci ha dotato, online e non?</p>
<p>Facciamo molta fatica a scegliere la seconda opzione, perchè è l&#8217;opzione <em>vecchia</em>, è quello che abbiamo sempre fatto, mentre la novità ci abbaglia e vogliamo coglierne ogni potenzialità. Ma non è colpa dell&#8217;automobile se non usiamo più la bicicletta: è colpa nostra che non sappiamo far prevalere la volontà sulla pigrizia.</p>
<p>E ora un po&#8217; di dibattito: mi sono imbattuta nell&#8217;articolo di Carr grazie a un post di <a title="Kevin Kelly website" href="http://kk.org" target="_blank">Kevin Kelly</a>, che si chiede piuttosto se <a title="Will we let Google make us smarter?" href="http://www.kk.org/thetechnium/archives/2008/06/will_we_let_goo.php" target="_blank">permetteremo che Google ci renda più intelligenti</a>, sostenendo che se il web diminuisce le nostre abilità offline, ma ci rende più intelligenti quando siamo online, il gioco vale la candela, visto che saremo sempre più <em>always on</em>. Questa mi sembra un po&#8217; una semplificazione, ma somiglia grossomodo a quel che è accaduto con l&#8217;invenzione della scrittura: abbiamo perso alcune abilità e ne abbiamo create altre; cosa che anche Carr ricorda, mettendo però le mani avanti: il web non è la scrittura, il parallelo potrebbe non essere così valido.</p>
<p>Ricorderete anche <a title="Area di Brodmann e generazione multitasking" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1448298" target="_blank">l&#8217;area di Brodmann</a>, la zona del cervello che permette il multitasking e che pare stiamo usando molto più che in passato &#8211; informazioncella scientifica, questa, che è stata portata alla ribalta dalla discussione sulla cosiddetta generazione multitasking. E Baricco nel 2006 scrisse un libro a puntate su Repubblica che analizzava il fenomeno dei &#8220;barbari&#8221;, le nuove generazioni col nuovo modo di pensare plasmato dalla rete &#8211; il libro è ora un libro vero (<em>I barbari</em>), acquistabile in libreria; si legge piacevolmente, ma &#8211; a mio parere &#8211; nulla di più.</p>
<p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.kk.org/thetechnium/writingball.jpg" alt="palla per scrivere" width="200" height="200" />Dai due articoli di Carr e Kelly vengo anche a sapere che Nietzsche verso la fine della sua vita scriveva con una buffa macchina da scrivere per non sforzare la vista, e proprio in quel periodo passò allo stile degli aforismi. Fu colpa della macchina usata (tesi di Carr)? Fu colpa del fatto che era vecchio e malato (tesi di Kelly)? Fu colpa del fatto che è difficile fare un lungo discorso senza poter rileggere quello che si è scritto e disponendo solo della scarsa memoria di un vecchio malato (tesi mia)?</p>
<p>Comunque, quanto a bellezza della soluzione, Nietzsche batte D&#8217;Annunzio 10 a 0: vogliamo mettere quanto è più stiloso questo marchingegno rispetto a una lunga lunga lunga striscia di carta?</p>
<p>Infine grazie all&#8217;autore di <a title="Linkalnero" href="http://linkalnero.wordpress.com" target="_blank">Linkalnero</a> per avermi segnalato il blog di Kelly, ricco pensieri interessanti, notizie gustose ecc ecc.</p>
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		<title>Tribolazioni dell&#8217;edutainment in Cina</title>
		<link>http://chiarac.wordpress.com/2008/03/23/tribolazioni-delledutainment-in-cina/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 21:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ [da Games and Social responsability di Henry Jenkins]

I ragazzi cinesi passano un sacco di tempo a giocare ai videogiochi, e penso che questo non stupisca nessuno. I genitori, gli opinionisti e i governanti cinesi sono molto preoccupati di come i ragazzi impiegano il loro tempo, e anche questo ci suona piuttosto familiare. Ma non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=80&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="center"> <i>[da <a href="http://henryjenkins.org/2008/01/games_and_social_responsibilit.html" title="jenkins' blog about videogames in china" target="_blank">Games and Social responsability</a> di Henry Jenkins]<br />
</i></p>
<p><img src="http://www.codexart.net/China-Portal-_-Second-Life-installation-_-Carraro--2007.jpg" align="right" height="263" width="350" />I ragazzi cinesi passano un sacco di tempo a giocare ai videogiochi, e penso che questo non stupisca nessuno. I genitori, gli opinionisti e i governanti cinesi sono molto preoccupati di come i ragazzi impiegano il loro tempo, e anche questo ci suona piuttosto familiare. Ma non sono minimamente preoccupati dalla presunta violenza dei videogiochi, nemmeno un po&#8217;. Nemmeno dopo che &#8211; nel 2002 &#8211; uno studente ha dato fuoco a un cybercafé che gli aveva negato l&#8217;ingresso.</p>
<p>No, non è la violenza che preoccupa gli educatori orientali. E&#8217; piuttosto la colonizzazione culturale, il contatto con giocatori on line residenti nel resto del mondo, l&#8217;abitudine a diversi valori e schemi mentali. Il fatto che tante energie vengano rivolte a qualcosa di improduttivo ed estraneo alla tradizione, e persino il timore che questo fenomeno sia l&#8217;espressione del disagio di una generazione di figli unici.</p>
<p>E poi naturalmente c&#8217;è il problema più sbandierato, quello del tempo materialmente trascorso alla consolle, che porterebbe problemi fisici e psichici e a cui gli sviluppatori tentano di porre rimedio con sistemi macchinosissimi, come punti di salvataggio che si creano dinamicamente in base ai limiti settati dai genitori.</p>
<p>I problemi percepiti sono diversi dai nostri, ma la soluzione proposta ugualmente sbagliata: si cercano di fare giochi <i>didattici</i>, giochi che <i>parlino</i> di argomenti educativi. Da cui l&#8217;inesorabile noia e il conseguente inevitabile fallimento di ogni tentativo di <i>edutainment</i>: soltanto un bel gioco è interessante, non uno palesemente fatto per insegnare. L&#8217;apprendimento deve e può essere soltanto un effetto laterale, non percepito.</p>
<p>Senza dubbio questo non è un obiettivo facile da raggiungere, e richiede la realizzazione di prodotti interessanti di per sè, non solo per gli educatori. E in questa epoca di marketing se ci tolgono il target non sappiamo più dove sbattere la testa.</p>
<p>Però un&#8217;idea curiosa l&#8217;hanno avuta, gli sviluppatori di giochi cinesi: legare gli extra dei videogiochi ai voti presi a scuola. Chissà, forse questo come incentivo potrebbe anche funzionare!</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/chiarac.wordpress.com/80/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/chiarac.wordpress.com/80/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiarac.wordpress.com/80/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiarac.wordpress.com/80/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiarac.wordpress.com/80/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiarac.wordpress.com/80/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiarac.wordpress.com/80/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiarac.wordpress.com/80/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiarac.wordpress.com/80/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiarac.wordpress.com/80/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiarac.wordpress.com/80/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiarac.wordpress.com/80/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=80&subd=chiarac&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Survival Research Laboratories</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 15:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Survival Research Laboratories sono un gruppo di artisti del fai da te meccanizzato, originario di San Francisco, bandito da un numero imprecisato di città statunitensi e stati nel mondo, animato dal fondatore Mark Pauline e che organizza the most dangerous shows on earth.
Un po&#8217; come la versione organizzata e spettacolarizzata ed esagerata dei demolition [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=71&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I <a href="http://srl.org/" title="Survival Research Laboratories" target="_blank"><i>Survival Research Laboratories</i></a> sono un gruppo di artisti del fai da te meccanizzato, originario di San Francisco, bandito da un numero imprecisato di città statunitensi e stati nel mondo, animato dal fondatore Mark Pauline e che organizza <i>the most dangerous shows on earth</i>.</p>
<p>Un po&#8217; come la versione organizzata e spettacolarizzata ed esagerata dei demolition derbies.</p>
<p>Gli SRL costruiscono enormi macchine similmilitari, che sparano fuoco, si muovono, lanciano oggetti, interagiscono, e poi organizzano spettacoli in vaste aree (e qui gli USA sono la location ideale) dove solo le macchine si trovano <i>on stage</i> &#8211; anche se spesso radiocomandate &#8211; e danno vita a performance egualmente rituali e distruttive.</p>
<p align="center"> <span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/2008/01/26/survival-research-laboratories/"><img src="http://img.youtube.com/vi/G2d6N3u5TEg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Hanno fatto persino uno spettacolo assieme agli Einstuerzende Neubauten, nel lontano millenovecentoottantaqualcosa, pensate che meraviglia dev&#8217;essere stato.</p>
<p><a href="http://www.wired.com/culture/lifestyle/news/2001/08/45063#" title="SRL interview" target="_blank">Nessuno ha mai chiesto agli SRL di tornare</a>, dopo che avevano realizzato un show. Qualcuno, in effetti &#8211; come il Giappone, la Spagna e altri &#8211; gli ha esplicitamente chiesto di <i>non</i> tornare. Sapete com&#8217;è, sono spettacoli particolari. Non tutte le autorità resterebbero calme a vedere un affare enorme che fa su e giù per uno spiazzo lanciando palle infuocate contro costruzioni in lamiera, a pochi metri dal pubblico.</p>
<p>Le performance degli SRL sono una forma artistica riconosciuta: non per niente sono nati al San Francisco Institute of Art. Ma questo non impedisce al sindaco (o come si chiama) di San Francisco di avere qualche problemino col fatto che un abitante della sua città costruisca macchine potenzialmente <b>molto</b> distruttive, quasi militari. Infatti la paranoia militare è una buona componente a monte degli show: Pauline ci mostra ciò verso cui stiamo potenzialmente andando, scenari di <i>total war</i> meccanizzata. E vederli <i>dal vivo</i>, sentendo il calore delle fiamme, fa ben altro effetto che guardarli al cinema o immaginarli dalle pagine di un libro.</p>
<p>Guardate <a href="http://www.ubu.com/film/srl_social.html" title="SRL - a plan for social improvement" target="_blank">il video offerto da ubuweb</a> e ditemi se non vi viene un po&#8217; di <i>fear of the tech</i>.</p>
<p>Ma il top del top secondo me lo raggiunge questo cortometraggio:</p>
<p align="center"> <span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/2008/01/26/survival-research-laboratories/"><img src="http://img.youtube.com/vi/8syb33S4Gxc/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p align="left">Il simbolismo è chiaro, ma non ovvio; sono tentata di lanciarmi nell&#8217;interpretazione ma non vorrei banalizzare. E allora ve lo lascio qui, come un sassolino nello stagno. Ploff.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/chiarac.wordpress.com/71/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/chiarac.wordpress.com/71/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiarac.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiarac.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiarac.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiarac.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiarac.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiarac.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiarac.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiarac.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiarac.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiarac.wordpress.com/71/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=71&subd=chiarac&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/G2d6N3u5TEg/2.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/8syb33S4Gxc/2.jpg" medium="image" />
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		<title>La valle del perturbante</title>
		<link>http://chiarac.wordpress.com/2007/12/19/la-valle-del-perturbante/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 19:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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		<description><![CDATA[
Carina, eh? non sembra vera? E che mi dite di Repliée, un androide realizzato nel 2006 in Giappone:

Scommetto che questa, beh, sì, sembra vera, però&#8230; un peletto inquietante, ecco. Come dire, vagamente fastidiosa.
Perchè?
Forse perchè Repliée, l&#8217;automa, è troppo realistica, senza però essere perfetta. La mucca karateka invece è molto realistica, ma con alcuni tratti scopertamente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=61&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div align="center"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/2007/12/19/la-valle-del-perturbante/"><img src="http://img.youtube.com/vi/TMMwzNnktmU/2.jpg" alt="" /></a></span></div>
<p>Carina, eh? non sembra vera? E che mi dite di Repliée, un androide realizzato nel 2006 in Giappone:</p>
<div align="center"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/2007/12/19/la-valle-del-perturbante/"><img src="http://img.youtube.com/vi/biBHJvGx3s8/2.jpg" alt="" /></a></span></div>
<p>Scommetto che questa, beh, sì, sembra vera, però&#8230; un peletto inquietante, ecco. Come dire, vagamente fastidiosa.</p>
<p>Perchè?</p>
<p>Forse perchè Repliée, l&#8217;automa, è <i>troppo</i> realistica, senza però essere perfetta. La mucca karateka invece è <i>molto</i> realistica, ma con alcuni tratti scopertamente falsi, improbabili, impossibili. C&#8217;è una soglia oltre la quale il realismo diventa troppo, diventa inquietante, a meno che non sia <i>veramente perfetto</i>.</p>
<p>Ed è per questo, probabilmente, che chi produce film d&#8217;animazione ha smesso di cercare di riprodurre le fattezze degli attori e crea piuttosto esseri che sembrano veri, pur essendo evidentemente irreali, ad esempio Gollum:</p>
<p><a href="http://chiarac.files.wordpress.com/2007/12/gollum.jpg" title="gollum"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://chiarac.files.wordpress.com/2007/12/gollum.jpg" title="gollum"><img src="http://chiarac.files.wordpress.com/2007/12/gollum.thumbnail.jpg" alt="gollum" /></a></div>
<p>L&#8217;uomo del resto ci è familiare, molto familiare&#8230; lo conosciamo così bene (a differenza, ad esempio, di una mucca, karateka o no) che se un&#8217;imitazione non è perfetta la scopriamo subito e da familiare diventa inquietante. Perturbante. <i>Unheimlich</i>, per ricorrere al sostegno del buon vecchio Freud e della lingua tedesca ch con i concetti tutto può: proprio da ciò che è familiare (<i>heimlich</i>) può nascere ciò che è inquietante, ciò che ci dà i brividi, il perturbante (<i>unheimlich</i>, appunto), che ci scuote più del semplice ignoto proprio perchè può toccare con la sua familiarità la nostra coscienza più profonda.</p>
<p>La teoria per cui se il realismo diventa eccessivo (ma sempre imperfetto) le reazioni di chi guarda sono negative è stata formulata negli anni &#8216;70 da uno studioso di robotica, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Masahiro_Mori" title="mori wikipedia" target="_blank">Masahiro Mori</a>, ed è la teoria della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Uncanny_Valley" title="uncanny valley wikipedia" target="_blank"><i>valle del perturbante</i></a>.  Perchè una valle? Perchè questi, signori miei, sono scienziati, e graficizzano tutto. Hanno preso un po&#8217; di umanità a campione e gli hanno mostrato immagini e video che rappresentano soggetti dal meno al più realistico (dai puffi a una persona passando per Replièe, pe intenderci). Poi hanno messo in un bel grafico, sull&#8217;asse verticale il &#8220;senso di familiarità&#8221;, su quello orizzontale il grado di realismo e ci hanno riportato i risultati del test. E quella che viene fuori è proprio una valle: quando il realismo si fa esasperato gli artefatti che fino allo stadio precedente piacevano ed erno considerati &#8220;familiari&#8221; tutt&#8217;a un tratto diventano inquietanti.</p>
<p>E&#8217; interessante anche il fatto che la familiarità non è legato solo al realismo dell&#8217;immagine, ma anche al realismo del comportamento e del movimento. Un paperotto interattivo che fa qua qua e saltella se ci passi sopra col mouse è carino, ci piace. Una riproduzione semiperfetta di una persona che dice ciao e saltella se ci passi sopra col mouse no. Perchè ci sembra che la persona sia diventata un burattino, sia stata declassata, torturata, snaturata, e non ci piace. Possiamo accettare la semplificazione solo se è chiara, dichiarata, se è un pupazzo, mentre se l&#8217;apparenza fisica è realista ci aspettiamo anche un comportamento realista. E un comportamento stupido appioppato a una persona che sembra reale ci comunica che chi ha creato l&#8217;imitazione si aspettava che la persona reale si comportasse da stupida. Un po&#8217; fastidioso come presupposto. E quindi non ci piace.</p>
<p>Nemmeno il contrario, però, ci piace: una cosa dall&#8217;apparenza non umana m che si comporti in modo umanamente intelligente ci sembrerebbe ugualmente inquietante. Hal 9000 è inquietante. Perchè anche così avremmo qualcosa di estremamente familiare per un verso, ma estraneo per un altro, i conti non ci tornano e vorremmo che tutto ciò stesse ben lontano da noi.</p>
<p>Tutto questo l&#8217;ho scoperto in un <a href="http://elenapasquinelli.free.fr/links/Pasquinelli_2006b.pdf" target="_blank">bell&#8217;articolo di Elena Pasquinelli</a>, una ricercatrice italiana in Francia  (perchè una brava ricercatrice italiana sta in Francia?Dai, c&#8217;è davvero ancora qualcuno che se lo chiede??).</p>
<p>Se invece siete curiosi a proposito dell&#8217;androide Repliée, <a href="http://pibua.wordpress.com/2006/10/31/dal-giappone-con-furore-2/" target="_blank">ne ha parlato a suo tempo un wordpress-blogger.</a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/chiarac.wordpress.com/61/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/chiarac.wordpress.com/61/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiarac.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiarac.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiarac.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiarac.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiarac.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiarac.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiarac.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiarac.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiarac.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiarac.wordpress.com/61/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=61&subd=chiarac&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Obscure: le piante assassine</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 07:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fear of the Tech]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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 Obscure II è un simpatico videogioco per Playstation2 (e probabilmente anche per qualche altra piattaforma), in cui degli studenti si trovano intrappolati in un college gestito da un paio di botanici pazzi che si mettono a fare esperimenti sui fiori&#8230; e sugli studenti. Si diffonde per il college una pianta infestante che si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=55&subd=chiarac&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="center"> <span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://chiarac.wordpress.com/2007/10/25/obscure-le-piante-assassine/"><img src="http://img.youtube.com/vi/13aA4T_YNHo/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p> <em>Obscure II</em> è un simpatico videogioco per Playstation2 (e probabilmente anche per qualche altra piattaforma), in cui degli studenti si trovano intrappolati in un college gestito da un paio di botanici pazzi che si mettono a fare esperimenti sui fiori&#8230; e sugli studenti. Si diffonde per il college una pianta infestante che si arrampica dappertutto ed emette spore vagamente allucinogene. Le spore mettono radici negli studenti, si trasformano in malattia, si trasmettono per via sessuale. Gli studenti infetti diventano mostri deformi.</p>
<p>Non è solo il classico tema dello scienziato pazzo: la tecnologia applicata alla biologia è doppiamente terribile perchè unisce due cose di cui non siamo affatto certi di poter mantenere il controllo. La tecnologia è quasi per definizione &#8216;qualcosa che sfugge di mano&#8217;, e la vita biologica è misteriosa, incomprensibile, piena di risorse insospettate. Se poi con una tecnologia che non maneggiamo appieno apriamo la strada a una potenza naturale che non conosciamo a fondo&#8230;. mal ce ne incoglierà.</p>
<p>Questa è una particolare declinazione del tema classico dell&#8217;<em>hybris</em>, ma particolarmente sentita in questi tempi di manipolazioni genetiche, questioni bioetiche, manipolazioni di virus batteri embrioni e così via. Un&#8217;altra rappresentazione di questa paura è il ben più classico <em>Biohazard</em>, o <em>Resident Evil</em>, videogioco o film che sia: a forza di pasticciare con cellule e virus si creano zombie.</p>
<p><img src="http://www.eymerich.com/imgciclo/metallo.jpg" alt="metallo urlante - cover" align="right" height="314" width="224" />In <em>Obscure</em> però c&#8217;è anche, accennato, il discorso della colpa e del peccato sessuale: la malattia si trasmette per via sessuale, per cui il contagio è anche colpa dei ragazzi che fanno sesso non protetto. Questo discorso è ancora più esplicito e ricco nella bellissima opera prima di Valerio Evangelisti, <a href="http://www.eymerich.com/metallo/metal1.htm" title="evangelisti - metallo urlante" target="_blank"><em>Metallo urlante</em></a>, dove i virus Marburg e HIV si combinano per flagellare un&#8217;umanità ormai lontana dalle sue radici e dall&#8217;essenza delle cose&#8230; ma non scenderò più nel dettaglio per non rovinare la lettura a nessuno. Lettura consigliatissima, comunque, come tutto Evangelisti!</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/chiarac.wordpress.com/55/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/chiarac.wordpress.com/55/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chiarac.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chiarac.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/chiarac.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/chiarac.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/chiarac.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/chiarac.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/chiarac.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/chiarac.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/chiarac.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/chiarac.wordpress.com/55/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chiarac.wordpress.com&blog=915493&post=55&subd=chiarac&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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