Chi ha inventato la musica industrial? Chi per primo ha pensato di fare musica con i rumori? Vi aiuto: non sono gli Einsturzende Neubauten, e non sono i Throbbing Ghristle, e non sono i Cabaret Voltaire. Non sono dei tedeschi, non sono degli americani, non sono degli inglesi. E’ un italiano. Un futurista.
Ovvio, come abbiamo fatto a non pensarci prima! Per lo meno questo è quello che ho pensato quando l’ho scoperto grazie a sua maestà Blixa Bargeld, che durante lo scorso concerto degli Einsturzende a Bologna, durante l’azzeccatissima Let’s do it a dada, ha buttato lì col suo leggerissimo accento tedesco “Un omaggio a Luigi Russolo”… il pubblico ha gridato e delirato come è giusto che faccia il pubblico, ma sono straconvinta che tutti come me si sono chiesti chi caspita fosse Luigi Russolo – ammesso e non concesso che avesse detto proprio così e che il nome non fosse un altro.
Ebbene, il signor Luigi Russolo, musicista e figlio d’arte, teorizzo la musica fatta con i rumori, e costruì l’apposito intonarumori: una serie di scatole di legno contenenti vari marchingegni che producevano e amplificavano diversi tipi di suono una volta azionati con un bottone. L’intonarumori si esibì in alcune performance con Marinetti & friends e può essere collocato senza fare torto a nessuno in cima all’albero genealogico dell’industrial.

Signore Marinetti…. già tornato dall’Abissinia? Immaginava, signor Marinetti, che l’Abissinia e l’interventismo sarebbero costati così cari al Suo movimento? Immaginava, signor Marinetti, che l’Italia in piena decadenza culturale del secondo millennio avrebbe tanto faticato a riconoscere i meriti Suoi e del Suo movimento, che ancora dopo cento anni è vera avanguardia e informa tanta parte dello spirito artistico contemporaneo?